OH, POVERINO: VOGLIONO SFRATTARLO! RISOLVIAMOGLI IL PROBLEMA DELL'ABITAZIONE: RINCHIUDIAMOLO SUBITO IN UNA CELLA DEL CARCERE MILANESE DI SAN VITTORE!

 

La latrina maleodorante denominata Libero, in un pezzo anonimo sull’edizione on line di martedì ventiquattro dicembre, lancia il grido di dolore: “Palazzo Grazioli, chiesto lo sfratto di Forza Italia. Il conte Capodilista Madura si rivolge ai giudici, che fissano entro il 15 gennaio il termine per liberare i locali: Affitti non pagati”.
Ah, perbacco: non sapevo che palazzo Grazioli - che per anni è stata “la sua residenza romana” - non fosse neppure del Delinquente di Arcore; utilizzava addirittura casa di qualcun altro per ricevere i capi di Stato e di Governo che venivano in visita ufficiale in Italia.
Eh, già: a lui non bastava palazzo Chigi, la residenza del presidente del Consiglio dei ministri; no, lui doveva far vedere che i suoi ospiti andavano a casa sua.
Non poteva certo accontentarsi, il Criminale Lombardo, di un posto pubblico dove tutti i suoi predecessori hanno da sempre incontrato i loro omologhi; lui doveva far vedere che era più importante di chiunque altro, e pertanto poteva far quello che voleva: anche infrangere qualunque regola di protocollo e di buon senso, pur di far apparire la sua figura come di una persona importante.
Adesso che sembra essere caduto in disgrazia, tutto gli si sta rivoltando contro: ora si viene a sapere che persino la sua abitazione di Roma non è affatto sua; credo che bisognerebbe chiedergli conto di quanto questo malvivente abbia speso, di soldi pubblici, per mantenersi palazzo Grazioli come residenza privata ad uso pubblico.
Il nobile sopra menzionato lamenta il mancato pagamento degli affitti; si vorrà mica pensare che, uno che è abituato a fare sempre e comunque quello che gli pare, si preoccupi di saldare il conto della pigione: è evidente che pensava che la magione gli fosse concessa in comodato gratuito, o comunque dovesse essere così per il solo fatto  di trattarsi di una sede di rappresentanza del Governo italiano.
Per finire, la domanda che sorge leggendo il titolo dell’articolo è: ma se quella è - come affermano gli imbrattacarte milanesi di via Luigi Majno 42 - la sede forzitaliota, e non la residenza personale del Malvivente Milanese, con quale criterio il Padrino di Arcore poteva pensare di averne diritto gratuitamente?

 

Genova, 26 dicembre 2013

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com